Un documentario, da cui non potevamo davvero esimerci, vista l’importanza dell’argomento, che ha la caratteristica – tra varie altre – di essere linguisticamente stocastico, a testimoniare l’universalità dei principi su cui è costruito.
https://youtu.be/oJR-zGMW9NM?si=Y5rYSp-9ujnJw1m5
In entrambi i casi l’audio è il frutto della stesura di un testo da parte di un dispositivo di IA e della sua conversione automatizzata.
Precisiamo anche che non vi è alcuna volontà polemica nell’aver scelto un formato più adatto alla visione rapida su smartphone; è piuttosto un nostro vezzo giovanilistico.
Da settembre 2024, ilDavid Game Collegesperimenterà un programma di studio alternativo per studentiGCSE, il primo del suo genere nel Regno Unito, con tutte le materie principali insegnate interamente da piattaforme di apprendimento adattivo basate sull’intelligenza artificiale. Questo nuovo approccio racchiude l’essenza stessa dell’istruzione incentrata sullo studente, al punto che gli studenti iscritti al programma non avranno insegnanti, né dovranno rallentare o accelerare il loro apprendimento per stare al passo con le lezioni tradizionali. Invece, gli studenti del programma Sabrewing seguiranno ognuno il proprio percorso di apprendimento personalizzato, studiando al proprio ritmo e ricevendo supporto individuale da coach di apprendimento dedicati che monitoreranno attentamente i loro progressi, fornendo feedback, guida e tutoraggio per consentire a ogni studente di realizzare il proprio potenziale e diventare studenti altamente efficaci e indipendenti. Inoltre, i nostri studenti trarranno vantaggio anche da un co-curriculum unico e ambizioso, che si concentra sullo sviluppo più ampio degli studenti in aree quali cittadinanza attiva, pensiero critico, alfabetizzazione digitale, espressione artistica, oratoria, consapevolezza di sé e imprenditorialità
10 fatti chiave sul programma Sabrewing:
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Pubblicate il 7.09.2024 con Decreto Ministeriale n. 183 le linee guida per l’educazione civica sostituiscono le Linee guida adottate in via di prima applicazione con decreto ministeriale 22 giugno 2020, n. 35.
Occorre inoltre precisare che il testo della legge 92/2019 è stato nel frattempo in parte modificato, in particolare agli art. 1 e 3, dalla legge n. 21 del 5 marzo 2024. La legge 21/2024 ha infatti inserito diverse novità che possono essere meglio apprezzate analizzando il testo degli articoli 1 e 3 attualmente in vigore dove le modifiche frutto della legge 21/2024 sono indicate con testo rosso
«Art. 1 (Principi). – 1. L’educazione civica contribuisce a formare cittadini responsabili e attivi e a promuovere la partecipazione piena e consapevole alla vita civica, culturale, economica e sociale delle comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e dei doveri.
2. L’educazione civica sviluppa nelle istituzioni scolastiche la conoscenza della Costituzione italiana e delle istituzioni dell’Unione europea per sostanziare, in particolare, la condivisione e la promozione dei principi di legalità, cittadinanza attiva e digitale, sostenibilità ambientale e diritto alla salute, al benessere della persona al risparmio e all’investimento, all’educazione finanziaria e assicurativa e alla pianificazione previdenziale, anche con riferimento all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali di gestione del denaro, alle nuove forme di economia e finanza sostenibile e alla cultura d’impresa». Continua a leggere→
Le linee guida sull’Ed. Civica per tutti gli ordini di scuola, emanate dal Ministro Valditara il 7 settembre, presentano molte novità rispetto alle precedenti. Pur nel dichiarato rispetto delle Indicazioni nazionali dei vari ordini e con un richiamo all’autonomia delle scuole, più che altro operativa, sono a schema chiuso.
Finita la sperimentazione (durata 4 anni) e in assenza di un atteso monitoraggio e di una mancata riflessione pubblica, ogni ordine di scuola avrà traguardi di competenze e obiettivi di apprendimento da perseguire componendo, in una sorta di puzzle, i contributi delle varie materie.
Fra i vari modelli sperimentati dalle scuole, il MIM ha scelto un modello chiuso, a puzzle, ad assemblaggio di contenuti delle varie discipline; forse per aggirare il fatto che, a fronte di notevoli ed esemplari buone pratiche verticali e trasversali, di significative collaborazioni con Enti e associazioni, alcune scuole non hanno avviato granché, diversi docenti hanno disertato la collaborazione collegiale con varie scuse, scaricando sui referenti e sui docenti di “buona volontà” quello che era secondo la legge 92/19 un “obbligo educativo collegiale”. Con un calo di motivazione anche legato al silenzio del MIM. Continua a leggere→
di Raimondo Giunta
L’erba voglio non cresce e non è mai cresciuta da nessuna parte e tantomeno a scuola.
La scuola che ho voluto, anche se non è stata quella che potevo fare, mi ha aiutato nei tanti anni di servizio a superare le difficoltà del momento e a rendere migliore quella che abitavo .
La scuola è oggi spesso in rotta di collisione con la vita quotidiana delle famiglie e dei giovani. Gli orari, il calendario, la struttura fisica degli istituti sono espressione di un ordinamento, compatibile con altri ritmi di vita, con altre regole sociali, con altre tendenze dei rapporti umani.
L’attuale struttura della scuola è lo specchio di una società che da tempo non esiste più. Alla radice del disagio scolastico, che può debordare in degrado, si trova questa crescente contraddizione tra quotidianità e scuola, bisogni vitali della società e organizzazione scolastica.
La scuola italiana ancora oggi è in moltissimi casi fisicamente preordinata alla sola attività didattica delle lezioni. Continua a leggere→
di Marco Guastavigna
Questa rubrica nasce da una collaborazione fra Gessetti Colorati e concetti contrastivi.org .
Il tema è la produzione di filmati per mezzo dell’intelligenza artificiale generativa (text2video); l’approccio è l’ironia provocatoria; lo scopo è la riflessione.
Da macchine statistico-induttive – secondo noi – non si può pretendere creatività (come invece sostenuto da molti), ma semmai l’opposto: la convergenza verso ciò che attorno a una questione pensa la maggioranza (almeno relativa) delle persone, perché incontrato con maggiore frequenza nell’addestramento sui BigData saccheggiati in rete e ponderato come più probabile nella configurazione dei modelli di riferimento.
I filmati che proporremo avranno le dimensioni dello spot: i dispositivi che li realizzano sono infatti destinati a coloro che vivono la produzione di contenuti per il mercato dell’attenzione non tanto come un’attività intellettuale identitaria frutto di riflessione, quanto come una fatica cognitiva mercificata fonte (auspicata) di retribuzione.
Distingueremo tra quelli realizzati (come il primo) sulla base di un testo completo prodotto ad hoc dai dispositivi di IA generativa, quelli frutto di un testo di nuovo completo redatto da noi, quelli che hanno invece alle spalle un prompt molto breve, un’imbeccata a proposito di tema, funzione, pubblico, punto di vista e così via.
La cadenza? Estemporanea, ispirata dagli eventi… Vedremo, vedrete.
Per intanto godetevi il primo video sullaimportanza dell’inizio della scuola.
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di Marco Guastavigna
Sta per cominciare l’ennesimo anno scolastico.
Su questo incombe una terribile minaccia: essere caratterizzato dalle quattro stagioni dell’intelligenza artificiale.
Non nel senso della circolarità dei 12 mesi, ma in quello della mescolanza e della confusione dei sapori. L’aggettivo “generativa” (denotazione fondamentale e dirimente, almeno dall’epifania mediatica di ChatGPT), è già scomparso dall’orizzonte lessicale e dalla tecnica operativa. Gli accademici hanno occupato “manu epistemica” lo spazio della discussione. Reti di scuole si accingono a curricularizzare le versioni beta di applicazioni in costante adattamento alle richieste e ai feedback del mercato dell’istruzione.
Dai livelli più alti del tecno-feudalesimo nostrano è tuttavia percolata una formula che sembra mettere tutti d’accordo, anche quelli che si schierano contro, una sorta di impasto trasversale e digeribile da tutti: l’IA può servire a personalizzare la didattica e a ridurre la burocrazia.
Mentre aspettiamo che la prima istanza sappia andare oltre ai quiz delegati agli accrocchi digitali e allacitazione dei cobot cinesi che ormai più di un anno fa apriva all’orientalismola prima pubblicazione destinata a fungere da forza di occupazione del perimetro di dibattito e confronto, diamo uno sguardo ravvicinato alla seconda. Continua a leggere→
Qualcosa ci turba, ogni mattina, al risveglio.
Si tratta forse di un’ansietta[1] infingarda, di una piccola peste iperattiva che si diverte a prefigurare solo scenari negativi che affollano tutti insieme la nostra mente e affannano il nostro cuore?
Da dove sia arrivata e come si sia accumulata in noi è, più o meno, chiaro a tutti: scenari apocalittici da un lato e ricerca della perfezione prestazionale, assoluta, dall’altro; fattori, entrambi, estremamente ansiogeni.
Possiamo partire dal fatto che da diversi anni, ormai, si susseguano eventi rilevanti dal punto di vista delle ricadute negative sulla nostra immagine reale e virtuale di finanza, occupazione, salute, clima, vita civile, vita sociale e scolastica; e che da questa rappresentazione della vita derivi quasi linearmente una percezione di precarietà costante e catastrofe imminente. Vissuti di tal fatta, protratti a lungo nel tempo, non possono che attivare reazioni e meccanismi difensivi di egual portata.
Ricordo d’aver seguito un corso di aggiornamento[2] in cui si indicavano, tra gli effetti collaterali delle pandemie e delle catastrofi di origine naturale o umana, gli atteggiamenti e i comportamenti complottisti. Recenti ricerche (Bowes et all., 2023) evidenziano infatti, come, l’adesione alle teorie complottiste, sembri motivata soprattutto dalla necessità di esercitare controllo e dare significato agli eventi confusi o poco compresi. Queste teorie fornirebbero, in altre parole, una spiegazione alternativa capace di offrire sicurezza e senso di controllo rispetto all’ambiente. Continua a leggere→